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Indirizzo
via matteotti
Forlimpopoli
Forlì-Cesena

47034
Italia


Nel 1506 una bolla di Papa Giulio II autorizza la costruzione della Chiesa della Madonna del Popolo e dell’annesso Convento, nell’area esterna alle mura urbiche, nel luogo ove sorgeva una celletta intitolata a “San Giovanni Evangelista alle Quattro Strade”: all’interno del sacello era custodito un affresco, risalente al penultimo decennio del XIV secolo e raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di grande venerazione da parte della popolazione. Nel medesimo luogo, nel Medioevo, aveva avuto sede il Monastero femminile di San Giovanni Battista e, in epoca anteriore, l’ospedale di San Giovanni Battista della Strada.

La nuova chiesa viene consacrata l’8 Aprile 1537; in seguito la chiesa e il convento sono ceduti ai Frati Terziari della Penitenza di San Francesco. L’edificio chiesastico è costituito da una grande aula a un’unica navata; l’immagine miracolosa della Vergine, staccata dalla muratura originaria, viene trasferita sull’altare maggiore.

Nel Seicento è costituita la “Congregazione della Santissima Vergine del Popolo” con lo scopo di amministrare quelle “rendite che derivavano dalla pietà dei devoti”. La Pia Unione, particolarmente attiva nel corso del XVIII secolo, promuove numerosi interventi di abbellimento della chiesa, a partire dal rifacimento dell’altare maggiore “da fabbricarsi in marmo” e arricchito con statue di Santi e Angeli, dalla costruzione della nuova volta in mattoni a copertura della navata, fino alla realizzazione della cantoria sopra l’ingresso principale della chiesa.

Nella seconda metà del Settecento, nuovi lavori interessano chiesa e convento. Nel 1771 è riedificata la facciata della chiesa nelle forme che ancora oggi possiamo ammirare: in essa viene inserito il bel portale in arenaria di fattura cinquecentesca. All’interno sono sistemate diciotto tele commissionate, presumibilmente dal Padre Priore Gaspare Guiduzzi, al pittore forlivese Giuseppe Marchetti (Forlì 1722-1801): si tratta di sei pale per gli altari laterali e dodici quadri, di più ridotte dimensioni, con raffigurazioni di Santi, che vanno a sostituire gli affreschi originali cinquecenteschi che decoravano le dodici grandi nicchie laterali che vengono murate.

In merito ai lavori di trasformazione della parte conventuale, questi non sono portati a compimento poiché in seguito alle soppressioni napoleoniche, i religiosi vengono allontanati e il complesso è alienato e acquistato, nel 1797, dal conte Baldassarre Gaddi. Il conte mantiene inalterate le strutture e le preserva in tutto il loro decoro; addirittura destina la parte conventuale a sua residenza durante la villeggiatura autunnale. Alla sua morte, i Forlimpopolesi esprimono il desiderio di riaprire la chiesa al culto pubblico e di vedere reinsediato nel convento un qualche ordine religioso.

Nel 1808 la Madonna del Popolo è proclamata Protettrice della città e nel 1818 viene ricostituita l’omonima Confraternita. Solamente nel 1845 l’ordine dei Padri Minori Osservanti Riformati di San Francesco può insediarsi nel convento. Nel 1856, in seguito al crollo del soffitto della navata, si apportano importanti trasformazioni all’edificio, anche sotto il profilo architettonico: la più significativa è costituita, senza dubbio, dall’ampliamento della zona presbiteriale e dallo spostamento dell’altare maggiore; l’immagine sacra della Madonna del Popolo viene trasferita dall’originaria sistemazione, all’interno di una nicchia collocata al centro della parete dell’abside. Nuove pitture, eseguite dal pittore cesenate Lucio Rossi (Cesena 1821-1910) ornano le pareti della navata e del presbiterio. Il nuovo tempio viene solennemente inaugurato il 24 Maggio 1857.
Nel 1866 il convento viene requisito dallo Stato Italiano e nel 1874 il Comune di Forlimpopoli ne entra definitivamente in possesso.

Allontanati i Padri Riformati, l’edificio viene destinato a sede della “Regia Scuola Normale Maschile” e di un Convitto per studenti. Il complesso subisce a metà deli anni Trenta del Novecento un importante intervento di ampliamento per ricavare una sede più decorosa per il nuovo Istituto Magistrale e per il corso scolastico inferiore (sostituito nel 1940 dalle Scuole Medie). Ancora oggi il complesso è sede di Istituti scolastici.
All’interno della chiesa, lungo l’unica navata si aprono sei cappelle (tre per ogni lato). Sulle pareti dell’abside poligonale si possono ammirare lacerti di affreschi rinvenuti nel corso di un recente intervento di restauro risalente all’ultimo decennio del Novecento e raffiguranti il Profeta Isaia e il Re Davide, e il pregevole coro in legno di noce.

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