Luca Damiani un giornalista e ottimo critico musicale, ed è una voce storica di Radio3. Attualmente è in onda tutti i pomeriggi alle 18 con il programma Sei gradi che mette in atto, attraverso la musica, la teoria dei “Sei gradi di separazione” secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.

Una teoria proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato “Catene” e poi divulgata in tutto il mondo nel 1993 dal film omonimo interpretato da Will Smith e diretto dal regista Fred Schepisi. E in musica attraverso i “Sei gradi” si può andare, per esempio, da Franz Joseph Haydn a Frank Zappa, o da Franz Joseph Haydn a Patty Pravo, da Bach a Brian Eno & David Byrne. Luca Damiani è anche uno scrittore.

Ha esordito nel 1990 con il romanzo “Guardati a vita”, ed. Marsilio, con il quale ha vinto il premio Grinzane Cavour opera prima e l’anno successivo con il romanzo “Una, fatale” il Premio Fiesole. Nel 1995 ha pubblicato i racconti “Che ne sarà di lei?”, nel 1997 il romanzo “Il baro”, ed. Marsilio, nel 1998 “Saper vivere”, un galateo per il 2000, nel 2004 con Castelvecchi ed. pubblica il saggio “Le Bufale”, sulle beffe mediatiche. È in uscita quest’anno per Stampa Alternativa nella collana Eretica, la sua ultima fatica letteraria «POW», la storia dura e avvincente di legami famigliari e, soprattutto, della ricerca delle ragioni di quell’abbandono, che porta con sé conflitto e sofferenza. Ma se qualcuno chiedesse a Luca Damiani quali siano le sue opere migliori, son sicura che risponderebbe i suoi due bellissimi figli, Matteo e Giulio.

'Luca Damiani'

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